Trasfigurazione: epifania dell’uomo nuovo in Cristo

In questo preciso momento storico di crisi nel rapporto
uomo- natura, crisi sanitarie globali, crisi delle econo-
mia e finanza mondiale, di crisi politiche e di sistemi di
pensiero, di crisi religiose, in definitiva è in crisi la vi-
sione di uomo nella sua forma accettabile. La do-
manda di fondo è: quale uomo oggi potrebbe emer-
gere da questo profondo? Ma davvero né riemergerà
uno nuovo? La mia risposta provvisoria è: io non lo so!
Ma se devo sperarlo devo continuare a conservare la
memoria di cose da sussidiario delle elementari. Il mio
sussidiario mi faceva studiare sostanzialmente la sto-
ria dell’Occidente a.C. e d.C.. Non so se oggi è ancora
così e se i bambini di oggi sanno leggere e decodificare
cosa significano quelle sigle “a.C.” e “d.C.”.

In quei sussidiari si leggeva, e certe immagini me lo ri-
cordo ancora, che c’erano state vicende molto trava-
gliate e belliche e passaggi da un popolo dominante
all’altro, da un regno all’altro, da un impero all’altro,
che dominavano la scena del teatrino ristretto, a
turno. Mi si era infilato dentro il cervello l’idea che
senza “contro” non ci sarebbe stata più storia. Che si
poteva più scrivere in quelle pagine avventurose e fa-
scinose a volte, se avessimo tolto il “contro”, il nemico,
le guerre, le rivoluzioni, gli scismi e controversie? Che
piatta monotonia di giorni senza più eroi, carnefici, vit-
time e vincitori glorificati!

Più grande ormai al liceo, ma solo allora, cominciai a
pensare convinto che conflitti e le rivoluzioni e le
guerre non erano un fatto dipendente dalle idee, ma
dalla materiale economia. Che bastasse avere nel
mondo una sola economia e una perfetta condivisione
di beni per tutti e sarebbe stato … il paradiso anche se
non si doveva più chiamare così! Quella cosa dell’aldilà
era un’idea alienante, perché religiosa. Già rispondere
a tutti i bisogni primari dell’uomo era la felicità in terra.

Questo miracolo (pardon) “rivoluzione” poteva av-
venire nella lotta universale con il male (pardon) “il
capitale”. Tutto sarebbe cambiato. Considerate le
scoperte di lager e gulag indifferentemente eretti da
una dall’all’altra parte. Nasceva sempre più prepo-
tente in me l’idea di un cambiamento del cuore e
della mente non facoltativo, ma condizione neces-
saria ineludibile! Mi sembrò evidente, alla prova dei
fatti da sussidiario elementare, che tutto il resto
(questa volta, sì) sarebbe stata pura alienazione la
peggiore già avviata da tempo nella forma del seco-
larismo che ci sta alienando sempre di più dall’idea
di Dio, perciò di un senso definitivo, di un “oltre”, di
una Trascendente Origine e Fine della nostra vita,
del nostro misero dimenarci quaggiù. Ma con que-
sto mi sembra che stiamo promuovendo una involu-
zione dell’umano. I greci chiamavano gli uomini:
“mortali” denominazione semplice e significativa…
Mi domando: ma siamo mai passati al vero d.C.?
L’epoca del Cristo, come lo conosciamo nei Vangeli,
è venuta mai? L’uomo che ha bisogno di ammazzarsi
per affermarsi “uno contro tutti gli altri” e che, per
dire la propria identità, inventa i confini è finito mai?
No!? Allora c’è davvero bisogno di una quaresima
ancora!

Abbiamo bisogno di non dimenticare quante rina-
scite ha vissuto l’Occidente che si dice cristiano, per
continuare a sperare che possiamo ancora farcela,
con la grazia di Dio, a trasfiguraci in Cristo, da homo
bellicus in homo patiens: l’uomo che sa portare, con
dignità, i pesi e si afferma, con la sola forza della ve-
rità, la forza dell’Amore Crocifisso-Risorto!

Don

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sei umano? Allora rispondi a questa domanda per accedere al sito *