Trasfigurarsi in “profezia” per il mondo

Per l’editoriale dell’ultimo numero, siamo stati insolentiti e presi a mal parole, scritte in pennarello rosso e caratteri grossi, con titoli a dir poco offensivi. Devo sforzarmi per non compiacermi: devo aver colto nel segno. Non si può essere nel Vangelo, senza portare la croce del rifiuto, ma prima ancora i profeti della prima alleanza hanno subìto ogni genere di insulto e furono perseguitati, come fa osservare Gesù stesso. È veramente troppo poco essere insultati e derisi, per esprimere solidarietà con i più poveri della Terra. Quando poi s’esprime (chissà perché?!) solidarietà con il Papa che ora è Francesco (fortunati noi!) la rabbia, in chi ci aggredisce, scoppia in ira ben espressa e scritta con inchiostro rosso!? Ma come questo non può farci inorgoglire? Si tratta di quel sano orgoglio di chi sa di aver toccato. Senza presunzione questo ci mette dalla parte giusta. Dalla parte di quei poveri sciagurati che nessuno vorrebbe vedere, perché la loro presenza rimprovera chi li spinge, per disperazione, a trovare il necessario per sopravvivere. Le mafie servono e ingrassano chi vuole questo disastro che sta desertificando e spolpando il sud del mondo. I Governi occidentali, per far rimanere sulle poltrone i soliti prezzolati, non solo non si oppongono, ma addirittura favoriscono tratte di uomini e furti di merci, troppo indispensabili al nostro “benessere”. I poveracci morti di fame o imbracciano le armi per guerre inventate dai nostri Paesi civili, combattute in territorio “neutro” (il loro territorio!) o muoiono di epidemie e di fame.

Noi spesso, sempre più spesso, idiotizzati dalla propaganda populista, facile e consapevolmente superficiale, siamo folgorati da qualche bracciale o collana o orologio d’oro dei mafiosi di colore e ci voltiamo dall’altra parte, per non vedere le migliaia di poveracci che hanno la morte negli occhi e il terrore che li perseguita da quando sono nati e al terrore non si fa l’abitudine! Ma il nostro “benessere” si sta tramutando in malessere generalizzato. La trasfigurazione del nostro mondo meschino comincia dal capire le connessioni che ci sono, tra noi poveri del nord (i disoccupati, i giovani senza prospettive, i gravati da tasse inique ed esose, gli anziani marginalizzati, i senzatetto, i terremotati ormai archiviati e soffocati da una burocrazia infinita) e i miserabili del sud del mondo. La trasfigurazione nesce dallo smascheramento degli inganni e delle connessioni fin troppo evidenti che ci sono tra le pochissime multinazionali e governi sostenuti da una finanza disgraziata e le mafie potentissime vero esercito mercenario per consumo di armi, immondizia e droga. Può ancora disturbare questa denuncia? Meno male, se sì! Profeta è chi denuncia, ma contemporaneamente non tralascia di consolare. La consolazione la esprimiamo così: speranza che questo marcio sistema sta per finire, perché è esausto. Quello che verrà potrà essere il meglio, per quelli che ora vengono aizzati l’un contro l’altro poveri di qui e miserabili del Sud del mondo! È la nostra speranza espressa senza timore di insulti e dissensi da qualunque parte vengano.

                                                                                                                                      Don

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