Notizie Storiche di San Nicola al Castello

Storia della Chiesa di San Nicola (al Castello)

Questa chiesa sorgeva in origine fuori dell’abitato di Mentana e la situazione restava immutata ancora nel XV secolo. Infatti, nella bolla dell’8 luglio 1454, con la quale il pontefice Nicolò V concedeva la commenda di questa chiesa all’Arcivescovo di Taranto Marino Orsini, essa è indicata come situata al di fuori del Castello di Mentana. Generalmente, infatti, la chiesa sorgeva al di fuori della rocca, per permettere il libero accesso degli abitanti senza dover entrare nella dimora del feudatario. Indizio evidente che non erano state costruite le mura castellane con la caratteristica porta merlata, accanto alla chiesa stessa.
La chiesa, a navata unica con quattro altari laterali e soffitto a capriate scoperte, presenta al di sopra dell’altare maggiore una piccola cupola absidale nel cui tamburo si aprono alcune finestre.
In origine era dedicata a san Sebastiano, come si conveniva ad un castello militare e come dimostra un affresco settecentesco di forma ovale raffigurante questo Santo, compatrono della città, posto sopra il portale d’ingresso. Un altro affresco, ma più antico del precedente venuto alla luce durante alcuni lavori di restauro nel 1965, si può ammirare all’interno della chiesa, nel primo altare di sinistra. Quest’ultimo è stato però ricoperto da un successivo dipinto del XVIII secolo di mediocre fattura, ad opera probabilmente di un artista pesano, raffigurante la Vergine con il Bambino. La Madonna indossa un manto azzurro su tunica rosa ed è seduta verso sinistra, tenendo fra le braccia il Bambino.
La pianta della chiesa, come ci si presenta oggi, è stata modificata nella sua struttura originaria in seguito ad un restauro del XVIII secolo: una lapide collocata sul muro esterno della chiesa, verso la piazza della chiesa ricorda l’avvenimento:
VNIVERSITAS NOMINE MARIAE 1792
In questi stessi anni il parroco don Giacomo Antonini di Selci, fece costruire la sacrestia e apportò varie migliorie alla chiesa.
Fino alla costruzione della chiesa della Madonna (Santa Maria della Pietà), la chiesa di san Nicola fu considerata parrocchiale a tutti gli effetti. In seguito fu man mano abbandonata e in tempi a noi vicini, dopo la seconda guerra mondiale, fu trasformata in sala cinematografica per circa vent’anni.
Nel 1965 fu riscattata da don Vincenzo D’Emidio che, dopo i necessari restauri, l’aprì nuovamente al culto il 3 febbraio 1966.
Nel frattempo, però, la chiesa di Santa Maria della Pietà aveva acquisito tutti gli attributi di chiesa parrocchiale, compreso la residenza del parroco e addirittura il titolo di “San Nicola Nuovo” che conserva attualmente. Anzi, in seguito al decreto del Ministro dell’interno emanato l’8 luglio 1986, in attuazione delle disposizioni del nuovo concordato fra Stato e Chiesa, essa sola è considerata sede parrocchiale, legalizzando uno stato di fatto che ormai durava da moltissimi anni.

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