Non Violenza: unica via per la pace

pace1 Gennaio 2017 data memorabile per un evento forse sopraffatto dai festeggiamenti del Capodanno: il messaggio per la giornata della pace! Un altro regalo di papa Francesco. Quando ho fatto la mia tesi su “Educare alla nonviolenza nella catechesi e nell’insegnamento della religione”correvano gli “anni di piombo”. Il terrorismo rosso e nero insanguinavano il nostro “bel Paese” . Molti tentavano di trovare spiegazioni a quanto lasciava sbigottiti e … terrorizzati, ognuno partendo dalla propria ideologia. Lessi un articolo di Alberto Moravia e mi decisi, quel giorno, a scrivere la mia tesi di laurea in Scienze della Formazione proprio sul tema che ho detto. L’articolo in questione sosteneva che la radice della violenza terrorista e stragista era la religione cristiana, con la sua aspirazione e la sua tensione ad un mondo giusto, ideale, chiamato regno di Dio… Tale ridicola semplificazione e fraintendimento totale mi disturbò tanto che mi sostenne nella fatica di due anni spesi nella ricerca e nell’elaborazione del lavoro conclusivo del mio percorso accademico.

Grazie, Francesco: se avessi saputo che ne avresti scritto anche trent’anni dopo così brevemente sulla nonviolenza e in forma così chiara, forse avrei semplicemente aspettato, tanto è forte e chiaro il tuo discorso!

Vorrei prima dire una cosa: “nonviolenza” non è un errore di scrittura. È tanto appropriato questo modo di scrivere che non si può fare diversamente. La negazione è solo apparente nel termine, perché quello che Gandhi chiamava “forza della verità”(satyagraha) è un metodo attivo e positivo di resistenza alla violenza. La nonviolenza non è la semplice negazione o passività davanti alla violenza, all’ingiustizia, alla guerra. È come dice Francesco uno stile di vita. Dice il papa:desidero soffermarmi sulla nonviolenza come stile di una politica di pace e chiedo a Dio di aiutare tutti noi ad attingere alla nonviolenza nelle profondità dei nostri sentimenti e valori personali. Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri neirapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali”.

Il papa chiede a Dio per noi la capacità di “attingere alla nonviolenza nelle profondità dei nostri sentimenti e valori personali “. La radice della nonviolenza sta dunque nelle profondità del nostro essere. L’affermazione è teologica, perché più intimo a noi di noi stessi(secondo S. Agostino) c’è lo Spirito santo, radice dei nostri migliori atteggiamenti. Vorrei cominciare da questa affermazione che mi pare centrale nella lettera di Francesco, per approfondire il discorso nei prossimi numeri. La nonviolenza è modo d’essere e Spirito radicalmente contrario al modo d’essere e allo spirito del mondo. Come dice Paolo nella lettera ai Galati (5, 22)“lo Spirito del Signore è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”. La nonviolenza ha questi caratteri divini. Ha la sua sorgente prima nello Spirito. Una delle prove che lo Spirito di Dio agisce dove, come e in chi vuole è che i più grandi testimoni di questo stile della nonviolenza sono stati un Indù come Gandhi e Aldo Capitini che pur essendo profondamente religioso non poteva definirsi cattolico.

Nei prossimi numeri torneremo sull’educazione alla nonviolenza come vuole il papa per questo anno. Intanto la Redazione vi rinnova gli auguri di un anno di pace.

Don

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