La sinodalità guarisce il cancro dell’insignificanza

 

Esulto per il momento presente della Chiesa cattolica, vorrei intonare un magnificat, con tutti voi per la vitalità rinascente della Chiesa che si rialza e avanza dalle cadute taciute, nascoste sotto il tappeto, per l’aria nuova che finalmente circola dentro stanze ed archivi polverosi, sui segreti di pulcinella. Questa Chiesa mi appare più giovane, aperta a raccogliere tutte le sfide del presente, una Chiesa che non si nasconde. Quanto parlo di Chiesa non penso alle lobbies interne al Vaticano e alle Curie. Parlo della Chiesa comunità comunità dei discepoli di Gesù, fondata sulla fede e la cura di Pietro, povero pescatore, peccatore consapevole e fatto umile dalla sua fragilità e pentito confesso. Contemplo, mai come in questo tempo di Pasqua del 2019, gli Atti dei primi Apostoli; vedo una chiesa che si interroga, discute e poi digiuna e prega, per arrivare ad indicare una strada e, per la guida dello Spirito, riscopre sotto i suoi passi la Via che è Gesù e la percorre nell’umanimità. Una Chiesa che sa ricomporre l’armonia di voci diverse in un’unica sinfonia, si muove, “cammina insieme” (= sinodalità). Sogno il momento in cui lo stile di papa Francesco si affermerà sempre di più tra noi. Lo stile dell’umiltà d’una Chiesa che sa ascoltare e scopre di essere un “ospedale da campo”; aperta a tutti i venti che lo Spirito da ovunque spira, popoli, lingue, culture, tradizioni, senza chiusure, accogliente e coraggiosa nell’ incontro con tutti.

Quello che ci rende insignificanti e rende insignificante il tesoro del Vangelo che nascondiamo con posticci aggiustamenti, per non “vergognarcene” è il nostro arroccamento, in difesa di privilegi che fortunatamente nessuno è più disposto a concedere, d’un potere che ci sottrae autorevolezza e ci rende odiosi, per voler gestire la vita degli altri, a forza di “devi”. Vorrei una Chiesa del “se vuoi”, della proposta, che fa risplendere la bellezza che attrae e conquista il cuore, perché solo “il cuore parla al cuore” (sant’Agostino).

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