“I care”

Il motto è scritto su una parete della scuola di Barbiana.  Don Lorenzo lo aveva fatto scrivere dai suoi ragazzi, per ricordare uno dei principi fondamentali della sua pedagogia vissuta con intensità mistica nella sua “scuola”. In inglese (tutt’altro che snob, ma per esprimere un’apertura universalistica contro il nazionalismo fascista espresso dall’italiano “me ne frego”!) significa in italiano “a me interessa” se volete tradurre meglio, secondo il modo di sentire di don Lorenzo, occorre tradurre: “me ne faccio carico”. La sua vis polemica non gli era connaturale, ma la sua particolare sensibilità, fin da bambino lo aveva estraniato dal perbenismo ipocrita e indifferente alla povertà e al mondo reale delle periferie. Quel mondo familiare pure vissuto da gente ricca, talentuosa e colta lo avrebbe voluto in tutt’altro modo e con altro stile di vita. Ma l’incontro sconvolgente con Cristo povero e semplice lo aveva forgiato e reso, attraverso tante crisi, durante la sua giovinezza, un’immagine viva e forse un po’ rude, ma diretta, autentica, sincera di Lui. Prete e parroco “confinato”, quasi per tenerlo a bada, a Barbiana, piccolo villaggio tra le montagne del Mugello (FI) mise al centro della sua cura pastorale l’elevazione culturale delle “anime” a lui affidate. Con la sua esperienza e gli scritti della sua scuola, ha influito più di ogni altro pedagogista paludato sui principi solo parzialmente attuati e contraddetti più volte dalle riforme della Scuola italiana e non solo. Il motto esprime uno dei fondamentali del suo sistema educativo fondato sulla reciproca responsabilità. Chi sa partecipa a chi non sa: i più grandi si prendono cura dei più piccoli chi non sa trasmettere semplicemente…..non sadon-lorenzo-milani-893632

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