Galassie , Pecore e Genitori

Le galassie, le pecore … i genitori: tre similitudini.

Per alimentare l’inquietudine della ricerca e la fame di bellezzacolli-kT8C-U430002227203841xfF-620x413@Corriere-Web-Sezioni

1). “Scoperto un nuovo sistema planetario”. E’ a 40 anni luce da noi. Il cuore è la stella nana rossa Trappist-1, i pianeti hanno temperatura tra 0 e 100 gradi e quindi c’è la possibilità di acqua allo stato liquido, che li rende di grandissimo interesse per la ricerca di vita nell’Universo (Repubblica.it, 22/02/17).

L’inquietudine dell’astrofisica trova pace e stimolo negli stadi primordiali del nostro sistema planetario

2) “Scoperto un nuovo modo di vita relazionale delle pecore con il Pastore”. Siamo a Cafarnao, in Palestina. Trattasi di un gregge di duemila anni fa che invece di brucare a testa bassa seguendo la coda di chi sta davanti, cerca di alzare lo sguardo, per guardare il volto luminoso del Pastore, un Pastore che parla dell’oggetto del loro desiderio e del luogo dove trovarlo.

L’erba di cui parla il Pastore è quella digeribile, ricca di fibra, di un’erba capace di creare una flora microbica ruminale adeguata; parla del sogno di ogni pecora, di un pascolo polìfito (cioè con tanti tipi diversi di piante) dove chi vi arriva vuole farci la staccionata, non vuole più andarsene, perché si trova nel paradiso dei ruminanti. Una luce s’ irradia dal volto compiaciuto del Pastore sulle pecore. Come tutti i pastori, quel posto lo conosce. Il pastore porta sempre le sue pecore in un pascolo sicuro, non può permettersi di azzardare un nuovo pascolo, perché non vuole rischiare di lasciare digiune le sue pecore. Il pastore vive grazie a loro, vive per le sue pecore, non dorme per le sue pecore. L’unica sua ricchezza sono le sue pecore. È capace di rischiare la vita per ognuna di loro. Perché ogni pecora è di valore inestimabile. Le conosce tutte, una per una e conosce tutti i loro nomi; gli basta uno sguardo per carpirne l’intimità. 

Dal canto suo il gregge, in tutte le sue componenti, è sempre a testa alta perché non vuole rischiare di perdersi l’ombra del Pastore né un suo gesto o una parola. Riconosce la sua voce tra mille; lo guarda e vede in lui la sovrabbondanza, la sicurezza di una guida, la serenità amorevole di chi accudisce sempre i suoi figli. Il gregge è divorato dalla serena inquietudine dell’incontro e dell’amore. Vuole conoscerlo sempre di più. E questi sentimenti li provano tutte le pecore più consapevoli.pastore-e-pecore-web1

La verità è che tutto il gregge è attratto dal Pastore… perché il pastore è bello. Affascinato dal Pastore, il gregge si lascia sedurre. La cosa incredibile è che non affiora gelosia nel gregge, perché catalizzando a sé tutti gli sguardi, rende belle e luminose tutte le pecore. A loro piace camminare dietro al Pastore e tentare di imitarlo; e sperare di assomigliargli nel volto, nella voce, nei modi e nella gioia di vivere. SSeguirlo significa avvicinarsi sempre più verso la meta! (Vangelo di Giovanni, 10,1-18, Gerusalemme, 90 d.C.).  

L’inquietudine della vita trova pace e stimolo della nuova relazione Pastore-pecora.   

Cosa hanno in comune queste due  scoperte?

Il metodo: la sana inquietudine che stimola la ricerca; il dato: Il futuro non è nel nuovo ma nell’antico, nella interpretazione nuova del passato, perché il vero la vita si svela mostrandosi familiare e ricca di futuro. Familiare! La vita, come la persona, è intreccio di relazioni. Dove c’è relazione c’è volontà di crescita; dove c’è crescita c’è differenza; dove c’è differenza c’è ricchezza; dove c’è ricchezza c’è sovrabbondanza e quindi progresso sta nel coraggio di entrare nella vita

e di coglierne la natura e i suoi messaggi. Le scoperte scientifiche più affascinanti riguardano sempre la “gestazione” della vita; la ricerca progredisce solo se studia il passato; più la scienza si avvicina all’origine più trova soddisfazione che mai si esaurisce.

L’uomo intelligente (che legge-dentro) interpreta la sua continua inquietudine e il suo desiderio di ricerca come evidenza della sua natura spirituale: ha sete di infinito perché non si accontenta dei piccoli e limitati desideri. E allora?

… ecco gli incontri domenicali con i genitori dei bambini.Sevgi-Nedir-Aşk-Sevgi-midir-2

Solo quel Pastore che ben conosce le sue pecore può soddisfare il loro desiderio d’ infinito offrendo ciò che veramente vogliono. Gli incontri domenicali mensili sono la conseguenza della natura dell’uomo-ancorato-al-Cristo-Pastore, fiducioso del meglio.  

            La catechesi dei bambini non è una  lezione in preparazione dell’evento sacramentale; non può essere una mera richiesta del Pastore a passare qualche ora insieme, per chiarire i termini del battesimo, della cresima o del matrimonio. Che pena!!!

Se il papà chiamasse a se il figlio ogni settimana, il venerdì sera dalle 18:00 alle 19:00, per insegnargli -solo in quell’ora- l’educazione (non devi mai chiedere le caramelle ma aspettare che te le offrano; devi ringraziare la mamma per tutto quello che fa per te; anche se le senti, tu non devi mai dire le parolacce; devi rispettare gli adulti..) sarebbe un papà poco paterno e poco presente; crescerebbe un figlio senza attenzioni e senza futuro… che magari troverà altrove. Incontrarsi insieme la domenica con il nostro pastore (o con il catechista), significa incontrare e guardare insieme l’unico Pastore, quello dal volto luminoso che non ci vuole insegnare nulla ma solo stare con noi per raccontarci il giorno della nostra nascita, i nostri primi vagiti, il momento dello svezzamento, le sue lacrime di gioia nel vederci crescere e diventare autonomi. Incontrarsi con il Pastore è un’esigenza del gregge e non del Pastore. I primi discepoli di Gesù lo cercavano, lo importunavano anche, volevano guardarlo e ascoltarlo nella speranza che i suoi occhi s’incrociassero con i loro. Gesù era bello, non semplice né accondiscendente. Prima che vere, le sue parole erano affascinanti, perché misteriose. Per questo cresceva la voglia d’incontrarlo di nuovo. Proprio come tra innamorati è necessario impegnarsi nella cura della relazione con il Pastore.

Il Pastore ha fame della fame delle pecore e sete della sete delle sue pecore; è felice, infatti, quando il suo gregge è affamato, perché la sua vita è “Condivisione”, la sua natura èDonazione-di-Sé” e non aspetta che un tuo cenno… è già lì. Gli piace impregnarsi dell’odore delle sue pecore e nel cammino le aspetta sempre mostrando le sue spalle.

Questa è stata l’esperienza di un gruppo di genitori che quest’anno non solo hanno iniziato a seguire il profumo del loro Pastore, ma hanno anche chiesto di vederlo più spesso per poter profumare come Lui.

Tonino Belloni

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