Comunità vive, aperte e accoglienti

DonDomenicoLa fretta è nemica del bene, come il perfezionismo. La carità o è intelligente o crea danni prima di tutto a chi si cerca di aiutare. Di fronte all’appello del Papa del 6 settembre accolto con disponibilità da parte delle nostre comunità parrocchiali di Mentana, Monterotondo e Fontenuova, abbiamo pregato perché il Signore ci aiutasse in un discernimento. Per noi non era in discussione se fare o non fare qualcosa. Il problema era come non fare danni. Abbiamo avviato uno studio sulla situazione territoriale fatta di analisi delle risorse e dei bisogni reali presenti nel nostro Distretto, nella nostra Vicaria. Cercheremo in questo lavoro di ricerca di coinvolgere quanti più Enti, Istituzioni, Agenzie presenti nel territorio, per ascoltare e programmare insieme come muoverci. Discernere con intelligenza è il primo dovere. Il tema dell’accoglienza tocca aspetti logistici, non solo abitativi o di sopravvivenza quotidiana, ma anche d’integrazione culturale, scolastica, sanitaria e soprattutto lavorativa per quanti volessero permanere nel nostro territorio.

Consapevoli che questa problematica s’inserisce all’interno d’un contesto socio-economico non facile di crisi economica e di disoccupazione che potremmo ormai definire endemica, intendiamo studiare e trattare le eventuali orientamenti e parziali soluzioni tenendo seriamente in conto anche queste realtà che quotidianamente vengono all’evidenza alle porte delle nostre parrocchie. Abbiamo pensato con i parroci già una strategia di coinvolgimento delle parrocchie, anche in vista del Giubileo della misericordia che inizia a dicembre.

Intanto, come noi, i Vescovi d’Italia non hanno perso tempo, hanno dato una risposta tempestiva ed intelligente non sull’onda dell’emotività e all’insegna della demagogia, ma con ponderata saggezza, ci hanno inviato un vademecum con poche, ma chiare note orientative dell’azione che vorremmo intraprendere in un coordinamento necessario e proficuo sicuramente per i fratelli svantaggiati e privati anche della loro patria e della loro famiglia. Siamo certi che agendo per loro troveremo anche per noi dei vantaggi prima di tutto spirituali, morali e culturali notevoli per crescere come “comunità vive, aperte ed accoglienti”

Don

 

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