Come si diventa Cristiani

Il primo servizio che la parrocchia deve fare è rivolto ai battezzati che il Padre ha chiamato figli. Assumere consapevolmente la Vita di Gesù nella nostra vita è il nostro fondamentale impegno di cristiani. La comunità invita, sostiene, orienta questo impegno di crescita con l’iniziazione cristiana.

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Per diventare cristiani

Cristiani non si nasce, oggi neppure più per appartenenza culturale ad un’area geografica. Cristiani si diventa per una seria, intenzionale e prolungata opera di educazione. Occorre dunque un progetto di iniziazione cristiana che ogni comunità deve darsi, per lo stesso compito che la chiama ad evangelizzare come primo essenziale suo compito. La parrocchia nel suo insieme è una comunità che è chiamata ad evangelizzarsi per evangelizzare. Siamo convinti che non c’è un vissuto più prossimo all’evangelizzazione che quello in cui si educa. Educare evangelizzando e evangelizzare educando, è il nostro unico indissolubile impegno.

Scelte obbligate

Chi inizia?

Soggetto dell’iniziazione cristiana è la Comunità dei credenti nel suo insieme. La Comunità o parrocchia ha come identità quella di essere l’esperienza di Gesù attualizzata e riprodotta qui ed ora, per i cristiani e i non-cristiani. Nei confronti dei battezzati che devono crescere nella fede, diversi sono i ruoli all’interno della stessa parrocchia, ma tutti sono coinvolti per l’autenticità dell’appartenenza stessa a Cristo e alla comunità dei “suoi”.
L’Iniziazione Cristiana viene curata, nella nostra Parrocchia, essenzialmente dai genitori dei bambini, dei fanciulli e dei ragazzi. La denominazione “catechesi familiare” non è un formalismo, ma è sostanziata da scelte di sistema e di struttura organizzativa. Partiamo dalla convinzione, del resto condivisa da tutti gli operatori e che i Documenti vanno ripetendo nei decenni dopo il Concilio, che i primi catechisti dei figli sono i genitori e questo in forza di due sacramenti quello del matrimonio e quello del battesimo dei loro figli. A questi due sacramenti è connessa la grazia sacramentale sufficiente ad assolvere all’obbligo di educare i figli da cristiani, condizione essenziale alla validità dello stesso sacramento del matrimonio da loro contratto.

Oltre ai genitori e, si può dire, per delega e in sostegno alla loro educazione la nostra comunità prevede periodicamente la catechesi dei genitori e dei figli separatamente, da parte dei catechisti ed esperienze educative da parte degli animatori di Oratorio.

Come?

L’iniziazione è una esperienza di trasfigurazione di tutta la persona, di conversione continua. È possibile promuoverla solo come esperienza che intende attingere a tutta la personalità in crescita. Non è solo questione di sapere, ma il vangelo deve diventare per il cristiano sale e lievito che permea tutta la vita. Per far questo occorre coinvolgere in più iniziative tutte le facoltà e i linguaggi per dire e trasmettere la fede, come faceva Gesù. Far crescere le conoscenze, stimolare l’immaginazione, far emergere il vissuto e farlo assurgere a segno, creare relazioni, animare le trasformazioni e sostenere i cambiamenti, indurre i comportamenti virtuosi, motivare e correggere gli affetti e i sentimenti, tutto questo richiede accompagnamento paziente e costante.

Che cosa fare?

Ci pare che la catechesi, per quanto attiva e coinvolgente, è insufficiente. Per questo accanto al progetto catechistico e come suo contesto c’è da formulare un progetto educativo che preveda varie iniziative proposSistemaParrocchiate come la Scuola dell’Infanzia per i bambini, l’Oratorio per i ragazzi le visite a luoghi di fede e di carità simbolici. Man mano che procede l’iniziazione, nella fase della mistagogia dopo Cresima, per gli adolescenti e i giovani, la GMG, lo Stage di Lourdes, presso l’Hospitalité del Santuario. Per gli adulti il cammino liturgico della Chiesa, nei tre anni del Lezionario, vissuto a pieno nella lectio e nella Messa domenicale, è la via ordinaria di crescita e conversione continua.

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