Chiesa di Santa Maria degli Angeli al Cimitero

Sull’ampio piazzale nei pressi del cimitero comunale, prospetta, unica superstite dell’antico monastero francescano di Santa Maria degli Angeli, l’omonima chiesa conventuale, fatta edificare, insieme al convento, da Anna Maria Cesi moglie del principe Michele Peretti, signore di Mentana, come ricorda una lapide collocata nel 1630 sopra il portale d’ingresso, all’interno della scampata chiesa. Semplice e povera, come s’addice allo spirito pauperistico francescano, Santa Maria degli Angeli è stata realizzata quasi esclusivamente con pietra locale. La facciata è a doppio spiovente con il corpo centrale rialzato, dove è collocato lo stemma marmoreo della famiglia Peretti. L’impianto interno è a navata unica, con copertura a

S. Maria degli Angeli capriate. Attualmente la chiesa si illumina attraverso finestroni che si aprono in alto sui lati più lunghi. La consacrazione della Chiesa e del Convento avvenne il 19 ottobre 1634 per opera del Vescovo suffraganeo di Sabina Mons. Tommaso Brandimarte.
Al termine del rito, celebrata la Messa e data la benedizione, l’officiante ripose sotto l’altar maggiore le reliquie di S. Anastasia V.M., donate dalla fondatrice. La chiesa è costituita da tre altari, compreso il maggiore già dedicato alla Madonna degli Angeli in cui era posta la devotissima immagine dipinta su tavola che in origine si trovava su un’antica fonte non poco lontano dal luogo dove sorse prima una cappella e quindi il convento stesso. Nulla rimane degli arredi e decori in stucco di cui era dotata. Solo nei pressi del presbiterio all’interno di una nicchia di travertino, sul lato destro, si osserva un affresco di mediocre fattura rappresentante la Vergine col Bambino e San Giovannino. La Madonna, con veste rosseggiante e manto celeste sorregge col braccio sinistro e cinge col destro il Bambino Gesù: rivolto verso San Giovannino e sembra che i due bambini stiano giocando.

La vita e l’attività della piccola comunità francescana di Mentana iniziò così il suo cammino, perfettamente integrata non solo con la comunità locale, ma anche dei vicini paesi di Castel Chiodato e Cretone, per molti anni durante i quali svolse la sua funzione spirituale e sacramentale. Nel 1873 il governo italiano estese a Roma e provincia la legge delle soppressioni delle corporazioni religiose e sulla conversione dei beni immobili degli enti morali ecclesiastici. Anche i nostri frati dovettero allora abbandonare il loro convento (si trattava dei Frati Minori della stretta Osservanza, detti comunemente Riformati, facenti capo al convento di San Francesco a Ripa di Roma). Approfittò il Comune di Mentana che chiese l’affidamento dell’ex convento da destinare ad opere di pubblica utilità e beneficenza.

Tuttavia la chiesa continuò ancora ad essere officiata come cappella cimiteriale, ma nel corso della seconda guerra mondiale, durante l’occupazione nazista del paese, nel giugno del 1944, fu destinata a magazzino munizioni, per cui durante la ritirata gli occupanti cosparsero di benzina chiesa e convento e vi appiccarono il fuoco. A causa di questi eventi, sia l’edificio ex conventuale che quello chiesastico caddero in rovina; il terreno su cui sorgeva il convento rimase di proprietà del Comune, mentre l’area della chiesa rientrò in piena e libera disponibilità del Fondo per il Culto. Il 21 dicembre 1960, con istanza all’Azienda del Fondo per il Culto, Mons.

Vincenzo D’Emidio, parroco di Mentana, chiedeva l’acquisto della chiesa di Santa Maria degli Angeli e il 9 febbraio 1962 il Consiglio di Amministrazione autorizzava la vendita della proprietà per un’estensione di 300 mq. al prezzo di £.165.000. I lavori di restauro della chiesa, consentirono di eliminare i danni di tipo strutturale causati dagli eventi bellici, togliendo le varie soprastrutture apportate durante alcuni lavori effettuati negli anni Cinquanta, restituendo le parti manomesse e isolando il monumento e la chiesa fu di nuovo aperta al culto.

Il convento fu però abbandonato al suo destino. Lo stato d’abbandono e il relativo degrado in cui fu ridotto, lo fecero trasformare in cascina e all’inizio degli anni Ottanta fu abbattuto. Il18 aprile 1983, con apposita delibera, il Consiglio Comunale di Mentana approvava lo stato finale dei lavori di demolizione del Convento di Santa Maria degli Angeli, prevista nell’ambito dei lavori di ampliamento del vicino Cimitero. Nessuno intervenne. Nessuno disse il contrario. La delibera fu votata all’unanimità con un solo astenuto. Scompariva in questo modo uno dei più originali monumenti della storia locale le cui vicende iniziarono sul principiare del XVII secolo.

Un patrimonio di tutti i Mentanesi che oltre al valore artistico ed architettonico, aveva un profondo significato storico, legato alla trasformazione del paese ed alle sue vicende storiche.

Roberto Tomassini

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