Chi crede non è mai solo, il nuovo avanza

Educare il cuore giova al benessere, alla salute generale.

Fermarsi al fatto e vederlo nella sua immediatezza brutale fa male.Vedere e sentire l’essenziale che sta dietro il fatto è un’arte cui esercitare il cuore. Spesso serve a dare senso, a trovare motivi di speranza che aiutano a mantenere l’equilibrio e la forza generativa di futuro, di vita nuova. Prendiamo tre fatti sui quali possiamo educare il cuore a leggere meglio. Eleonora Gerolimini 39 anni di Senigallia a Corinaldo, muore per proteggere la figlia da una valanga di giovani che scappano terrorizzati da una strage di innocenti vittime dell’avidità criminale del gestore di una discoteca, sordo ai richiami della legge sulla sicurezza.  Questa mamma è la testimonianza di quanto i figli sono la “passione” dei genitori e di come si vogliano proteggere a costo della propria vita. Una mamma che non vigila a distanza, ma vuole seguire in tutto la figlia ancora troppo piccola per essere gettata in un carnaio buio tra assordanti rumori che chiamano sound, perché “così fa tutti/e” e basta! Una mamma che non si oppone, ma si espone, che non usa il pregiudizio come arma, ma accompagna la figlia nella fatica d’un giudizio più maturo. Sarà la ora la primizia d’una generazione di genitori che riflettono insieme con i figli e li aiutano nella fatica di riflettere? Personalmente lo spero e prego forte.

Antonio Megalizzi aveva 28 anni e, oltre a studiare alla Scuola di studi internazionali a Trento, collaborava con diversi giornali trentini. Si trovava a Strasburgo per seguire la plenaria del Parlamento Europeo nell’ambito del progetto Europhonica, una rete europea di radio universitarie. Martedì scorso è stato colpito da uno sparo alla testa mentre stava passeggiando nel centro della città insieme a due colleghe, poco dopo essere uscito dal Parlamento Europeo Antonio nel cuore storico dell’Europa, è ucciso dalla follia omicida di un altro giovane islamico. Trento rilancia una sua idea quella di fondare una rete di radio universitarie in Europa che informino sui progetti e i progressi europei; la città di Padova spalanca le porte al network radio europeo «È il nostro sogno da sempre» dicono gli amici trascinati dalle sue stesse convinzioni. “Chi crede non è mai solo”: è il messaggio di don Mauro suo parroco che lo conosceva molto bene. Intorno alla sua salma durante il funerale c’è un gruppo dei bambini del catechismo che, credo, non dimenticheranno mai quel momento e forse, lo speriamo, porteranno avanti gli stessi ideali di Antonio.

Take ha 20 anni studente Giapponese è il terzo di cui vorrei parlare, perché riusciamo a vedere insieme, col cuore, il nuovo che avanza: il Cristo che nasce. Dice a chi lo guarda fare le sue quotidiane “stranezze”: “Sono venuto a Milano cinque anni fa, ho visto cicche per le strade e non mi piacevano, però non sono riuscito a fare niente ora starò a Napoli e ho visto la stessa cosa. Mi sono innamorato della città e ho pensato di raccogliere ogni genere di piccoli rifiuti che sporcano le strade”. Passa le ore del suo tempo libero dallo studio a fare questa bella “arte”. Intorno a lui, conquistati dall’idea di vedere Napoli più bella, si sono appassionati altri ragazzi che lo imitano ed hanno costituito un gruppo denominato “Pescatori di sogni”. “il nostro sogno e quello di lasciar rispledere della sua bellezza la nostra città”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Proprio vero quello che diceva don Mauro al funerale di Antonio che “chi crede non è mai solo” perché il bello conquista e appassiona.

L’invito e l’augurio è quello di poter vedere anche noi con il cuore, nel presepe, un Dio che appassiona nella bellezza di un bambino e veniano finalmente e sempre di più  trascinati fuori da un mondo avido e violento e cominciamo a percorrere le Sue strade di umiltà, tenerezza e amore, come i Magi che, dopo averLo contemplato e considerato, “tornarono per altre stade al loro Paese”.  Buone Feste di Natale, vera scuola di speranza per tutti quelli che vogliono un mondo più giusto nella bellezza e nella verità dell’amore!

Don

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