Amare è un arte… la pace è il frutto

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Niente mi pare più connaturale fare il contadino, quasi fisiologico (per mio padre lo era e credo, per quanto ne so, per tutti i suoi avi), eppure è difficile. L’uomo sembra fatto per la terra che lo sorregge, lo nutre e lo raccoglie, per il vento che lo accarezza, per il sole che è sua energia e l’acqua di cui è costituito. Eppure deve imparare a conoscerli, deve abituarsi ad aspettarli, deve ascoltare questi suoi partner essenziali. Deve accogliere senza fretta, e non trascurare il tempo opportuno che non decide mai lui. Mio padre mi ha insegnato quanto sia una vocazione e una passione contrastata e nello stesso tempo esaltante … una passione d’amore, a volte subita a volte inseguita.

Non c’è arte più creativa, affatto ripetitiva; lo può sembrare… per chi è superficiale e non conosce il mestiere.  Finisco qui la metafora: sto parlando di amore.

È vero che l’amore umano è uno stato di grazia che è partecipato dall’Amore, è l’ Energia dell’universo intero; ma non produce nulla, se non si coltiva ed il coltivarlo richiede iniziativa, ma dopo attesa e pazienza, accoglienza e proposta, gratuità lunga fatta di impegni e fatica, prima di riceverne gratificazione, gioia, esaltazione. Sembra possederti come una passione che non puoi arrestare, che ti attraversa, ti spinge, ma se non la canalizzi, ti travolge e in poco si spegne e ristagna, si adagia e muore. È l’Energia dell’universo che conduce il cosmo all’unità e alla complessità, perché vuole conservare le diversità. Si lascia condizionare dalla resistenza e trova i suoi percorsi alternativi con tanta discrezione, per arrivare al meglio di tutti gli esseri, a nuove e più felici forme di vita.

Finalmente la pace quella vera è il suo meraviglioso frutto! La casa della pace e le sue virtù salutari sono la pazienza, la verità, la forza d’animo, la giustizia nell’equità, la misericordia, la compassione, la disponibilità alla diversità.

Se l’amore è un’arte che s’impara a fatica e passione, il frutto a cui può portare, se siamo bravi, è la pace. Questo frutto dalle proprietà energetiche,

depurative, salutari ad amplissimo spettro (ricchezza di tutte le benedizioni!) è il desiderio più profondo di tutto il nostro organismo personale, sociale, cosmico…

Se richiede disequilibrio, è solo per un’evoluzione della vita verso forme più complesse e più benefiche, più diversificate, per questo più connesse.

Facciamoci buoni “contadini” nell’arte di amare e saremo operatori di pace cui appartiene già adesso il Regno!

Don         

 

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