Abitare: voce del verbo…

60-eucarestia-pane-vinoSi fece Pane e venne ad abitare in mezzo a noi

 

 

Siamo ormai nella prossimità del Natale e contempleremo in questi giorni il Mistero per eccellenza da cui derivano tutti i misteri della nostra salvezza: l’inizio dell’esistenza terrena d’un Dio che ha voluto condividere con noi la fatica del vivere quotidiano con tutte le gioie, i dolori, i problemi e le realizzazioni che caratterizzano la nostra vita. Questa corsa del Padre incontro all’uomo si è fatta carne in Gesù suo Figlio. Ma questa Volontà divina di restare ad abitare con noi non s’è fermata nemmeno di fronte alla morte  e alla sua Ascensione al cielo. S’è fatto Pane per restare tra le nostre case, nelle nostre vite! In ogni Messa si ripete come in Maria il concepimento del Figlio di Dio e quando la celebrazione finisce resta ostinatamente con noi, nel Tabernacolo delle nostre chiese.

È doveroso che tutto il culto eucaristico sia parte sempre più integrante dell’iniziazione cristiana e pilastro fondamentale della santificazione personale della comunità intera della cui vita è culmine fonte. Come viviamo questa Divina Presenza tra noi?

Luci e ombre nella situazione attuale:

  1. i bambini possono arrivare alla Comunione senza sapere che Gesù abita in mezzo a noi e alle nostre case nelle nostre chiese e in particolare nel Tabernacolo sede del SS. Sacramento!
  2. molti cristiani stanno allo stesso livello di considerazione della Reale Presenza: si soffermano a pregare di più e preferibilmente sotto le statue di Maria e dei santi o davanti al Crocifisso, ma non fanno un passo in più…
  3. molti anche dei più abituali frequentatori della chiesa e della liturgia trattano la Presenza del Signore con eccessiva “familiarità” o indelicatezza?
  4. ma… alcuni pochi vorrebbero più occasioni per l’adorazione strutturata o silenziosa, ma prolungata
    1. i giovani hanno scoperto da due anni la forma di adorazione più a loro congeniale e la vivono volentieri e con intensità un’ora al mese… è una meraviglia!

    Per questi motivi abbiamo deciso di prolungare l’esposizione solenne del Santissimo Sacramento con l’adorazione del giovedì dalle 9 alle 12 del mattino e dalle 15 alle 17 del pomeriggio.

    Insieme alla Lectio divina del mercoledì alle 18 e alle 21 questo è dopo l’azione liturgica della Messa domenicale il momento più importante della vita della parrocchia. La Comunità nostra si edifica e qualifica per questo sistema che sostiene e fa crescere l’organismo intero altrimenti siamo una ONLUS o un’ONG nemmeno regolarmente riconosciuta dall’ordinamento civile e poco funzionale da un punto di vista sociale! Perché, se Lui non abita con noi e in noi, serviamo solo ad essere calpestati dagli uomini.

    Con queste premesse ci disponiamo ad essere davanti a Lui in maniera prolungata, silenziosa e minimamente strutturata e guidata.

    Ogni ora si legge il brano del vangelo della domenica che precede, dopo silenzio, lettura dell’orazione di colletta, canto appropriato, grande silenzio, mezz’ora, al termine preghiera di Ufficio delle letture, media, e vespri, a seconda dell’orario.

    Nel nostro sistema-parrocchia l’adorazione si inserisce nel percorso settimanale dettato dalla Parola ascoltata, meditata e pregata nella lectio del mercoledì; celebrata nella Messa della domenica e finalmente contemplata per assimilazione nell’adorazione.

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