Abitare… il tempo 2018

 

bimboAll’inizio d’ogni anno viene spontaneo domandarsi: sarà un anno buono o cattivo?. Tutti lo facciamo, pur sapendo che il vecchio continua nel nuovo e non c’è botto che possa dissolvere la continuità. Moltissimi placano l’ansia del nuovo con l’ascolto compiaciuto degli oroscopi. Da tanto tempo si sa che è da menti un po’ instabili affidare decisioni e programmi a queste sciocchezze … eppure un po’instabili o liquidi lo siamo tutti. Su quel buono o cattivo non è il caso qui di fare considerazioni morali… un anno è solo la successione di giorni; morali o meno sono solo le opere che riempiono i giorni. Torno finalmente alla domanda iniziale: come sarà buono o cattivo questo 2018? Riguarda tutti, di qualunque fede ed ideologia, di qualunque latitudine e longitudine; dunque la risposta deve riguardare tutti, se vuole essere adeguata! Credo che per buono si debba intendere gradevole, piacevole, pulito, bello, gratuito, onesto, un tempo usava dire un “anno di grazia”…

Cattivo, certo, è l’opposto di tutto ciò: sgradevole, corrotto, sporco, doloroso… ma vorrei fare attenzione alla radice di tutto questo. La indica l’etimo che scava dentro ricorrendo all’origine del termine. Cattivo viene da captus, captivus latino che significa prima di tutto, catturato, preso e imprigionato, detenuto, costretto, coatto! Dunque la radice di tutte le dannose conseguenze sta in una perdita di libertà, consapevolezza, responsabilità, disponibilità del proprio tempo. La persona viene alienata del bene più prezioso: il proprio tempo, la propria vita. Mi pare che si potrebbe dedurne che la radice del tempo cattivo sta nella espropriazione della libertà, della consapevolezza del proprio tempo. Nel far dono all’altro in maniera libera del proprio tempo c’è gioia vera.

Augurarsi di abitare un tempo buono, significa vivere un tempo come spazio di libertà, di dignità, esercizio di responsabilità. L’autonomia di cui faccio volentieri dono, per accogliere autenticamente, mi da gioia, mi arricchisce, mi fa crescere.

L’invito che faccio a me e a voi è: custodiamo il tempo, per farne dono, non ce lo facciamo togliere per rapina, da fastidiose petulanze, da invasioni mediatiche di tutti i possibili canali (però qui non sorvoliamo e proviamo ad elencarli, per renderci meglio conto di un’orda cui abbiamo spalancato, consapevoli o no le porte: Twitter, Face book, sms, WhatsApp, Instagram) ci seguono ovunque, deviano percorsi, ci propongono tutto, ma soprattutto ci fanno perdere tempo. Se è vero che non possiamo negare tutto, guardiamo però il tempo, teniamo al tempo, diamoci  e facciamo dono di un tempo liberato, da chi non chiede permesso.

Ci sarebbe un modo” igienico” di trattare il tempo salvandolo: andare nel “retrobottega”, di tempo,  in tempo. Sono certo che sarebbe bonificato tutto il tempo, anche quello in cui dobbiamo stare esposti al pubblico, dietro al bancone delle vendite/ offerte di beni di tutti tipi. Ma di questo tratteremo nel  prossimo numero… BUON ANNO D’ UN TEMPO LIBERATO.

Don

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