Abitare… è vivere il reale

In Italia, 98 miliardi è il fatturato annuale del gioco d’azzardo autorizzato (escludendo quindi quello clandestino in mano alle mafie e si tratta di decine di migliaia di punti esercizi non dichiarati!) destinato a salire nel 2018, visto che il trend è in crescita.

Il mercato della droga vale 14 miliardi di euro: secondo la relazione del consiglio dei ministri del 2017, 8 milioni di persone fanno uso di sostanze stupefacenti.

L’alcolismo o il consumo eccessivo occasionale dell’alcool è in crescita. Ne fanno uso anche gli adolescenti di 12-17 anni (22,9% ragazzi e 17,9% ragazze). La popolazione giovane (18-24 anni) è quella più a rischio, per l’uso sempre più frequente, soprattutto durante momenti di socializzazione: il 17,0% dei ragazzi dichiarano di cercare regolarmente lo “sballo” nell’alcool, in occasione dei loro raduni.

Altra forma non meno rilevante e preoccupante di dipendenza è quella da “video”. Sono sempre più frequenti le persone che vivono ore ed ore davanti ad uno schermo televisivo oppure davanti ad un pc, un tablet o un telefonino, non per lavorare, ma per perdersi dietro soft opera e comunque serial televisivi interminabili oppure dietro “navigazioni” d’evasione. I videopatici e sociopatici sono persone sempre più perse che non calcolano il tempo che sottraggono alle relazioni reali faccia a faccia, vivono una vita virtuale parallela e spesso modellano la loro vita reale su quella virtuale.

A questo punto vi starete chiedendo: perché e come mettere insieme questi tristissimi fenomeni inconfutabili tra loro?

Un denominatore comune c’è! L’evasione dal reale! L’andare “fuori”.

Credo che l’uomo sia un essere paradossale: è nei momenti di maggiore difficoltà che trova sempre vie  inappropriate, per evadere del reale sentito come insostenibile. È insostenibile la crisi economica, soprattutto se confrontata con i desideri indotti dal mercato.

Queste forme d’alienazione dal reale vengono considerate malattie ed il costo della ludopatia, della dipendenza da droghe, dall’alcolismo e dalla videopatia in termini economici lo paghiamo tutti con il fisco. Il costo a livello affettivo è incalcolabile e distruttivo, per la solidità e coesione sociale. Quest’ultimo aspetto è molto più grave per noi e mina la persona dal di dentro merita la riprovazione sociale per cui le persone si sentono escluse definitivamente.

Come comunità cristiana abbiamo motivi validissimi per far appassionare i fratelli al reale, anche tenendo conto delle condizioni più miserevoli in cui ci possiamo e si possono trovare. La domanda che resta da fare a noi stessi è: con il nostro modo bello di vivere incarnati nella vita quotidiana riusciamo a meravigliare i fratelli e a far rinascere in loro la speranza di farcela?

Ecco, abitare di più può significare questo farsi carico dell’alienazione altrui, per fornire esempi di passione per la vita, speranza per il futuro assumendo il presente reale senza fughe.

Anche noi abbiamo bisogno di “uscire” un po’, di “evadere”, ma sempre verso l’altro, il tu che ci sta davanti, o il Tu da cui veniamo e a cui torniamo, il Signore in cui ritroviamo pace e serenità, ma Lui non ci vuole alienare dal reale tutt’altro, ci rimanda con più energia ed entusiasmo ai nostri impegni; quando invece tutto quanto abbiamo detto ci assorbe energia e ci fa evadere dai nostri compiti.

Don

 

 

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