A come Abitare

 

mentanaDietro invito di papa Francesco tutte le Chiese particolari d’ Italia si sono date un programma pastorale che per i prossimi anni dovrebbe attuare una vera conversione delle nostre diocesi e parrocchie nella direzione di una Chiesa più estroversa e capace di incarnare il Vangelo nella storia degli uomini del nostro tempo e dei territori in cui vivono. Noi abbiamo obbedito volentieri fin dal primo momento alla proposta di vivere 5 passi indicati come temi generatori di esperienze di crescita e conversione. Uscire (2015/16) e Annunciare (2016/17) i due imperativi, le due parole d’ordine hanno richiamato la nostra attenzione per i due anni trascorsi dall’inizio del programma. Quest’anno (2017/18) che inizia sarà la volta dell’Abitare. Significa entrare di più e meglio nella concretezza di una fede incarnata nel qui ed ora. Si tratta di mordere l’attualità del quotidiano dibattersi nei problemi della sopravvivenza e del quotidiano nostro e della gente che ci vive accanto. Significa farsi carico di un confronto con tutti quelli che manifestano attenzione per il destino del nostro paese e dell’umanità intera. Con maggiore consapevolezza che viviamo nel mondo, anche se non siamo del mondo, bisognerà che nella logica divina dell’incarnazione ci facciamo solidali “samaritani” con chi fa fatica a rialzarsi dai propri errori, con chi è deturpato dalla violenza fisica, morale e spirituale di un sistema contro l’uomo comune, con chi ha perso il senso ed il gusto di vivere con dignità, con chi non ce la fa ad andare avanti… Alcuni strumenti e canali li abbiamo messi in atto e con questi bisognerà continuare a lavorare, senza accrescere quanto già facciamo fatica a praticare, ma questi bisognerà coltivare, usare e far crescere più consapevolmente e finalizzandoli all’obiettivo di un’apertura maggiore e decisa, senza ripiegamenti, nella missione che è nostra e possiamo condividere con altri che già vivono la medesima tensione ad abitare questo mondo non da fruitori ma da custodi e responsabili “abitanti”.

I Centri d’ascolto sono la forma e lo strumento più diretto di vivere il territorio. Sono un osservatorio permanente, un modo di farsi prossimi ai problemi reali della gente, forse anche di farsi carico, con la grazia e la luce che ci dà la Parola condivisa, di quel poco che si può fare insieme. La parrocchia, lo dice il nome, è chiamata ad abitare tra le case…

 “Fede vita” è un foglio semplicissimo. Oltre ai tanti altri scopi vuole essere uno strumento di dialogo per valorizzare tutto quello che si fa di buono per la comunità di Mentana, da per di tutti coloro che vogliono farsi conoscere e mettersi a servizio (spirituale, morale, educativo, culturale, sociale).

Progetto culturale: vorrebbe allargare gli orizzonti della fede per incarnarla, perché “nulla di ciò che è umano ci è estraneo”, vuole essere strumento e luogo di informazione, sensibilizzazione e formazione, sui temi dell’attualità cittadina, nazionale e mondiale. Vuole “ospitare” anche voci non confessionali e critiche, capaci di dialogo, interessate al paese, alla gente, alla Terra, valorizzare tante potenzialità farle conoscere per fare rete e sistema.

Caritas: è la frontiera della testimonianza più vicina al Vangelo. Dovrebbe stare più cuore a tutta la Comunità, perché incontra il Signore lì e con chi abita più volentieri, nelle periferie della società, oggi più popolose di qualche tempo fa.

Progetti Mondialità: vivere ed abitare questo mondo da cristiani pensiamo sia sentirsi fratelli per primi coloro che non hanno sopravvivenza, istruzione e libertà di autodeterminazione e spesso vengono privati anche della loro patria. Nel nostro territorio ci sono già diversi progetti che possono aiutarci ad aprire canali di sostegno: “Isla Bata”, “Sant’Egidio”, l’”Equo Solidale”, “Piccolo pezzo di sole” e la “Scuola in Guinea” di don Benedetto.

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